lunedì 7 novembre 2011

1971 Pink Floyd at Pompeii ha 40 anni




Si racconta che Adrian Maben, regista scozzese in vacanza in Italia, perse il portafogli e quando se ne accorse tornò sui luoghi che aveva visitato. Tornò dunque  a sera presso gli scavi di Pompei e arrivato sul posto vide quel luogo con occhi che non aveva avuto poche ore prima. Il silenzio immobile delle pietre, le ombre lunghe sul terreno, il profilo della montagna nel rosso del sole calante, istantanee magiche che meritavano di essere riempite da chi con la musica sapeva colorare le immagini. Nacque cosi il più straordinario, epico, insolito concerto rock di tutti i tempi.
Non fu un’impresa semplice, basti pensare ai chilometri di cavi utilizzati per alimentare gli amplificatori, oppure agli strumenti arrivati con ritardo e che resero le riprese più frettolose.
Nulla però di quella magia cui aveva pensato Maben andò perduta. Sette brani, estratti da Meddle dello stesso anno,  Ummagumma  e A Saucerful of Secrets e un inedito – Mademoiselle Nobs – “cantato” da un cane, esperimento già compiuto con Seamus nel disco studio dello stesso anno. Sessantadue minuti di sperimentazione psichedelica come non si era mai visto prima di allora.




Non sappiamo se Maben abbia mai più ritrovato i suoi soldi ma sappiamo che ci ha regalato una delle più incredibili esperienze della storia del rock.
Due anni dopo, con l’album record The Dark Side of the Moon, i Pink Floyd (Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e David Gilmoure) passarono dall’anfiteatro di Pompei all’Olimpo dei Grandi. 


Posted by OnaF

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