Si racconta che Adrian Maben, regista scozzese in vacanza in
Italia, perse il portafogli e quando se ne accorse tornò sui luoghi che aveva
visitato. Tornò dunque a sera presso gli
scavi di Pompei e arrivato sul posto vide quel luogo con occhi che non aveva
avuto poche ore prima. Il silenzio immobile delle pietre, le ombre lunghe sul
terreno, il profilo della montagna nel rosso del sole calante, istantanee magiche
che meritavano di essere riempite da chi con la musica sapeva colorare le
immagini. Nacque cosi il più straordinario, epico, insolito concerto rock di
tutti i tempi.
Non fu un’impresa semplice, basti pensare ai chilometri di
cavi utilizzati per alimentare gli amplificatori, oppure agli strumenti
arrivati con ritardo e che resero le riprese più frettolose.
Nulla però di quella magia cui aveva pensato Maben andò
perduta. Sette brani, estratti da Meddle dello stesso anno, Ummagumma e A Saucerful of Secrets e un inedito –
Mademoiselle Nobs – “cantato” da un cane, esperimento già compiuto con Seamus nel
disco studio dello stesso anno. Sessantadue minuti di sperimentazione
psichedelica come non si era mai visto prima di allora.
Non sappiamo se Maben abbia mai più ritrovato i suoi soldi
ma sappiamo che ci ha regalato una delle più incredibili esperienze della
storia del rock.
Due anni dopo, con l’album record The Dark Side of the Moon,
i Pink Floyd (Roger Waters, Richard Wright, Nick Mason e David Gilmoure) passarono
dall’anfiteatro di Pompei all’Olimpo dei Grandi.


Nessun commento:
Posta un commento